La Thailandia avvia a Phuket l’Operazione 90 giorni dopo arresti per oltre 30 chilogrammi di cannabis, puntando ai negozi con licenza sospesa.
L’11 luglio 2026, il vice ministro dell’Interno Phonphir Suwanchawi ha lanciato l’Operazione 90 giorni a Phuket, dopo che il giorno precedente le autorità avevano arrestato due donne thailandesi con oltre 30 chilogrammi di cannabis che, secondo le accuse, stavano per essere contrabbandati fuori dalla provincia, come riferito dal rapporto di Thairath sull’operazione a Phuket. La campagna, ordinata dopo le direttive urgenti del primo ministro Anutin Charnvirakul, prende di mira i negozi di cannabis che operano nonostante le licenze sospese, le attività sospettate di ricorrere a prestanome e altri comportamenti che, secondo le autorità, violano i controlli sulla cannabis in continua evoluzione in Thailandia.
L’operazione a Phuket segue arresti e una licenza sospesa
Phonphir si è recato a Phuket con funzionari delle operazioni speciali del Dipartimento dell’amministrazione provinciale per effettuare ispezioni a Cherng Talay, nel distretto di Thalang. L’operazione è stata condotta insieme al governatore di Phuket Chotinrin Kerdsom, al vicedirettore generale del Dipartimento dell’amministrazione provinciale Ronarong Tipsiri, alla viceportavoce del governo Ploytale Laksameesangchan e alla capo del distretto di Thalang Wilailak Ruangpon.
La visita è stata presentata come qualcosa di più di un controllo ordinario delle licenze. Le autorità l’hanno descritta come parte di uno sforzo più ampio per ripristinare l’ordine sociale, reprimere i personaggi influenti e perseguire i reati legati alla droga in tutta Phuket. L’elemento scatenante immediato è stato l’arresto di due sospette thailandesi trovate con cannabis che, secondo i funzionari, veniva portata fuori dalla provincia.
In uno degli esercizi presi di mira, i funzionari hanno scoperto che la licenza commerciale era già stata sospesa temporaneamente in seguito a tre violazioni normative. Nonostante la sospensione, il negozio continuava a servire apertamente i clienti. Secondo il rapporto, le autorità di Bangkok e quelle locali si stanno preparando a chiedere la revoca definitiva della licenza dell’esercizio.
I funzionari ispezionano un negozio di cannabis di Thalang

I registri del negozio di Thalang sono diventati una seconda linea d’indagine
L’ispezione non si è fermata alle attività del negozio rivolte al pubblico. I funzionari hanno esaminato i registri dell’esercizio e i suoi sistemi informatici per verificare se i clienti avessero fornito la documentazione richiesta dai controlli sulla cannabis a uso medico.
Secondo il rapporto, gli investigatori non hanno trovato documenti dei clienti né certificati medici. I funzionari hanno interpretato questa assenza come una forte indicazione del fatto che l’attività vendesse al pubblico in generale e ai turisti stranieri senza la documentazione medica richiesta dal quadro di controllo. La conclusione delle autorità resta un’accusa emersa dall’ispezione ed è distinta dalla questione relativa all’eventuale revoca definitiva della licenza dell’attività.
I funzionari hanno inoltre affermato che il negozio continuava a effettuare vendite mentre la sua licenza era sospesa. Questa combinazione — un provvedimento amministrativo già in vigore, la prosecuzione dell’attività e l’assenza di cartelle mediche — costituisce la questione centrale di conformità nel caso di Phuket.
Le violazioni individuate dalle autorità
I risultati dell’ispezione descritti nel rapporto si concentravano su quattro questioni collegate:
- Secondo le accuse, l’esercizio continuava a operare dopo che la sua licenza era stata sospesa temporaneamente.
- I funzionari hanno affermato che la sospensione faceva seguito a tre violazioni normative.
- Il negozio era accusato di vendere cannabis e prodotti alimentari correlati alla cannabis in violazione dei provvedimenti amministrativi e della Legge sugli alimenti.
- Secondo il rapporto d’ispezione, nei suoi registri non figuravano documenti medici né certificati forniti dai clienti.
Il riferimento alla Legge sugli alimenti è significativo perché le autorità hanno descritto la condotta non solo come una questione di licenza, ma anche come una violazione riguardante la manipolazione e la vendita di prodotti alimentari correlati alla cannabis. Il caso combina quindi l’applicazione delle norme amministrative con possibili procedimenti penali o regolatori.
La distinzione è importante per il settore dei dispensari autorizzati in Thailandia. Il governo e il Ministero della Salute pubblica non vengono descritti come contrari a ogni operatore autorizzato; al contrario, il ministro ha dichiarato che le attività dotate di licenze chiare e realmente orientate a fini medici avrebbero ricevuto sostegno, mentre gli operatori che utilizzano prestanome o ignorano gli ordini ufficiali sarebbero stati sottoposti a provvedimenti.
L’avvertimento di Phonphir è stato diretto:
Passeremo ai raggi X l’intera provincia per ripristinare l’ordine sociale. Qualsiasi attività illegale sarà perseguita immediatamente.
Vice ministro dell’Interno Phonphir Suwanchawi
L’ordine riguarda ogni esercizio di Phuket
Il vice ministro ha incaricato il governatore di Phuket, l’amministrazione locale e la polizia di condurre ispezioni complete in tutta l’isola. Il suo ordine è stato presentato come un’operazione estesa all’intera provincia, non come una risposta limitata al singolo negozio visitato a Thalang.
L’operazione di Phuket ha fatto seguito a una campagna provinciale separata annunciata il 7 luglio. Quella campagna è stata descritta come un’iniziativa antidroga di 90 giorni incentrata sul traffico, sui trafficanti, sulle reti di traffico, sulle comunità libere dalla droga e sui reati finanziari associati, come riferito da Phuket News. Le due iniziative collocano l’ispezione di Thalang all’interno di un programma di controlli più ampio già attivo nella provincia.
Come si è sviluppata la sequenza dei controlli
Il ministro ha indicato specificamente i tipi di attività che dovrebbero essere esaminati:
- Negozi di cannabis privi di licenza.
- Attività che vendono prodotti non autorizzati.
- Attività che mescolano di nascosto cannabis negli alimenti.
- Operatori che vendono illegalmente a stranieri, presumibilmente per favorirne il contrabbando attraverso aeroporti o autobus.
- Attività sospettate di utilizzare prestanome thailandesi per celare operazioni controllate da stranieri.
Il riferimento alle attività che ricorrono a prestanome aggiunge all’operazione una dimensione commerciale e proprietaria. Le autorità non stanno verificando soltanto se un negozio possieda una licenza; stanno anche esaminando se la struttura dell’attività venga utilizzata per nascondere condotte che i funzionari considerano illecite.
Un messaggio di ispezioni estese a tutta la provincia

La direzione thailandese sull’uso medico rende più stringente la verifica della conformità
Il quadro thailandese sulla cannabis è in evoluzione e l’azione a Phuket mostra come le autorità stiano applicando gli attuali controlli amministrativi e di salute pubblica descritti nel rapporto. La linea dichiarata dal Ministero della Salute pubblica, così come presentata dal vice ministro, è che la cannabis debba essere venduta da operatori dotati di licenze chiare e per autentiche finalità mediche.
Secondo quanto riferito dalla copertura sulla proposta di legge thailandese sulla cannabis, una proposta di legge nazionale sulla cannabis formalizzerebbe questa direzione limitando l’uso alle finalità mediche e introducendo controlli più severi sui negozi di cannabis e sulle licenze. Poiché la misura è descritta come una proposta, non dovrebbe essere considerata una sostituzione delle regole e dei provvedimenti amministrativi applicati ora a Phuket.
Un’altra serie di articoli citata nei dati della ricerca riferisce che i funzionari thailandesi hanno avvertito che la vendita di fiori di cannabis richiede una licenza e una prescrizione, mentre le vendite non autorizzate possono comportare la reclusione, ammende o entrambe. Tali avvertimenti rafforzano la distinzione tracciata a Phuket tra i dispensari autorizzati che operano nel rispetto dei controlli medici e le attività che, secondo le autorità, agiscono al di fuori di essi.
Tre livelli di controllo nella vicenda attuale
Il caso di Phuket può essere letto insieme alla campagna più ampia della provincia e al quadro nazionale proposto:
| Misura | Obiettivo principale | Stato descritto nei resoconti | Fonte |
|---|---|---|---|
| Operazione 90 giorni a Phuket | Negozi sospesi o privi di licenza, attività sospettate di ricorrere a prestanome e vendite non autorizzate | Operazione provinciale di ispezione e controllo in corso | Il vice ministro dell’Interno lancia l’operazione a Phuket |
| Campagna antidroga di 90 giorni a Phuket | Traffico di droga, trafficanti, reti di traffico e reati finanziari correlati | Campagna lanciata il 7 luglio 2026 | La polizia di Phuket lancia un’altra campagna antidroga di 90 giorni |
| Proposta di legge thailandese sulla cannabis | Uso medico, controlli sui negozi e licenze | Quadro nazionale proposto, non descritto come già entrato in vigore | La proposta di legge thailandese sulla cannabis punta sull’uso medico e sui controlli dei negozi |
Cosa significa l’azione di Phuket per negozi e visitatori
Per gli operatori, il caso indica un modello di conformità basato su qualcosa di più del semplice possesso di una licenza al momento dell’apertura dell’attività. Le autorità stanno verificando se la licenza resti valida, se un ordine di sospensione sia stato rispettato, se i registri dei clienti soddisfino i requisiti dei controlli medici e se l’attività sia collegata ad accordi con prestanome.
Per i residenti e i visitatori internazionali, il rapporto segnala che le autorità di Phuket intendono distinguere tra i dispensari autorizzati che operano nell’ambito del quadro thailandese per finalità mediche e le attività accusate di vendere al di fuori di tale quadro. Il sistema thailandese è un sistema di vendita al dettaglio e di dispensari autorizzati disciplinato da regole thailandesi in evoluzione, non un modello di associazione o club riservato ai soci.
Il messaggio dei controlli si estende inoltre oltre il bancone del negozio. I funzionari hanno dichiarato che avrebbero esaminato il possibile trasferimento di cannabis fuori da Phuket attraverso aeroporti e autobus, oltre alla miscelazione non autorizzata negli alimenti. Queste preoccupazioni collocano la campagna all’interno dello sforzo più ampio del governo per prevenire il traffico e le attività illegali correlate.
Le domande sollevate dall’Operazione 90 giorni
I fatti disponibili rispondono a diverse domande immediate per chi segue le ispezioni a Phuket:
Domande sui controlli della cannabis a Phuket
Che cos’è l’Operazione 90 giorni?
È un’operazione di controllo a Phuket lanciata dal vice ministro dell’Interno Phonphir Suwanchawi l’11 luglio 2026, dopo le direttive urgenti del primo ministro Anutin Charnvirakul. Prende di mira le attività legate alla droga, i negozi di cannabis che violano i provvedimenti amministrativi e le attività sospettate di ricorrere a prestanome.
Perché il negozio di Thalang è stato preso di mira?
Le autorità hanno dichiarato che la sua licenza era stata sospesa temporaneamente dopo tre violazioni normative, ma il negozio aveva continuato a operare. Gli investigatori hanno inoltre affermato di non aver trovato la documentazione medica dei clienti né i certificati richiesti dai controlli sulla cannabis a uso medico.
L’operazione considera illegale ogni dispensario autorizzato?
No. Il vice ministro ha dichiarato che il governo e il Ministero dell’Interno sostengono gli operatori dotati di licenze chiare che vendono cannabis realmente per finalità mediche. Gli obiettivi dichiarati sono le attività che operano senza autorizzazione o in violazione delle regole.
La proposta di legge thailandese sulla cannabis è già in vigore?
I dati della ricerca descrivono la legge nazionale sulla cannabis come una proposta. La direzione indicata nei resoconti è limitare l’uso alle finalità mediche e rafforzare i controlli sui negozi e sulle licenze.
L’effetto pratico della campagna dipenderà da ciò che accadrà dopo le ispezioni. Nel caso di Thalang, le autorità si stavano preparando a chiedere la revoca definitiva della licenza, mentre il ministro aveva ordinato di intervenire contro le attività illecite in tutta Phuket. La fase successiva sarà quindi probabilmente valutata sulla base dei procedimenti giudiziari, delle decisioni amministrative e del rispetto degli ordini di sospensione da parte delle attività.
La campagna di controlli a Phuket ora dipende dall’attuazione concreta
L’Operazione 90 giorni sottopone il settore dei dispensari di cannabis autorizzati di Phuket a una verifica di conformità più visibile. Il caso immediato riguarda un negozio che, secondo le autorità, ha continuato a operare dopo la sospensione, l’assenza di registri medici e i sospetti legami con preoccupazioni più ampie relative al traffico e alle attività che ricorrono a prestanome. L’ordine più ampio consiste nell’ispezionare ogni esercizio dell’isola, mantenendo al contempo la distinzione tra operatori conformi che agiscono per finalità mediche e attività accusate di violare le regole thailandesi.
L’Operazione 90 giorni di Phuket è un’azione di controllo mirata all’interno del quadro thailandese sulla cannabis a uso medico, ancora in evoluzione. La sua importanza dipenderà dal fatto che le autorità trasformino i risultati di Thalang in decisioni sulle licenze e procedimenti giudiziari, e che le ispezioni estese a tutta la provincia stabiliscano uno standard coerente per i dispensari autorizzati sull’intera isola.





